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COSMO BOTANICO

FOTOGRAFIA di Silvia Perucchetti

APPARATI e COMMENTO di Olga Guerra

Sabato 16 ottobre - Domenica 5 dicembre 2021.
Mostra diffusa a Novellara (Sala Espositiva del Museo Gonzaga, Tempio Sikh, Sala del Fico, Collegiata di Santo Stefano, Tempio Hindu, Chiesa del Popolo).

ORARI: 

Sala Espositiva del Museo Gonzaga e Sala del Fico: Domenica 10.00 - 12.30 e 15.00 - 18.30.

Tempio Sikh, Collegiata di Santo Stefano, Tempio Hindu e Chiesa del Popolo: Domenica 15.00 - 18.30.

APERTURE STRAORDINARIE:

Sabato 16 ottobre dalle 10.00 Inaugurazione.

L’evento fotografico propone il particolare punto di vista delle autrici, che cercano di cogliere nella conoscenza e nell’intercultura consapevole, il più efficace strumento di coesione in Comunità e di cittadinanza attiva.

Partendo da condomini, villette, rustici, considerati ormai poco funzionali alle nuove esigenze e al nuovo stile di vita “occidentale” e dello spesso conseguente ripristino e valorizzazione degli edifici stessi ad opera di cittadini e ospiti stranieri, sia presso i centri storici che presso le campagne, ogni fotografia si pone l’obiettivo di far cogliere, oltre la barriera del pregiudizio e della banalizzazione, il “microcosmo” di chi, dopo aver abbandonato la propria terra d’origine e all’ombra delle comunità predominanti, tenta di ricostruire la propria dignità o ancor più ambiziosamente un’identità che, solo attraverso il tempo e il dialogo, può maturare lungo il cammino delle generazioni.

Così, dietro all’apparente insignificanza di un dettaglio, è possibile disvelare la storia, i modelli culturali, le coerenze e le contraddizioni ma soprattutto poesia del gesto, dell’espressione, della “vocalità”, dell’opera tutta di uomini, altrimenti definiti “extracomunitari”.

Protagonisti della mostra saranno proprio questi uomini e le tracce della loro esistenza ma all’interno, per antitesi, di uno spazio aperto: il nostro paesaggio, la campagna, il giardino, l’orto e il balcone faranno loro da sfondo perché è sui balconi scrostati, frettolosamente intonacati dei vecchi palazzi anni Sessanta che, troviamo piccoli scrigni nascosti ad uno sguardo disattento o preconcetto; scrigni che appaiono “poca cosa”,cimelio di suburbio e di sub-cultura non compresa, in quanto “diversa”.

Il concetto di Contrasto continua ad intimorire, infatti, la visione occidentale e globale di perfezione armonica, direttamente discendente dal Classicismo storico; nondimeno appare inusuale il geranio coltivato nel barattolo di latta o nella sezione smerigliata di bottiglia che, fa da debole contraltare al bucato steso al filo assolato da immaginari, antichi funamboli.

Appaiono oltremodo inusuali, gli “orti improvvisati” nelle vecchie aiuole squadrate dei condomini dove i cittadini stranieri tutto coltivano nella terra secca e cruda non rinnovata, tutto ciò che può essere utilizzato in cucina e come rimedio naturale, con pragmatismo ed una particolare sensibilità per l’ ornamento semplice, mai orpello.

In queste piccole realtà di “botanica alternativa” - ci si passi il termine - la fotografia entra e la sua storia desidera aprire nuovi orizzonti, nuovi sguardi sul “giardino segreto” dell’Umanità, non a pezzetti come in un quadro cubista ma nella sua interezza, caldo incentivo non all’accettazione supina del Prossimo ma alla sua valorizzazione nella diversità.

 

    

 

    

 

  

con il sostengno di 


 

 

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