Il Museo Gonzaga è Museo di Qualità.
Si è svolta il 24 febbraio 2010, nell'Auditorium della Regione Emilia-Romagna,
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Da vedere nelle sale - Due teste
romane (calchi) della metà del I sec. d.C. ritrovate in territorio novellarese; - Monete
romane della donazione Sessi; - Affreschi
romanico bizantini (1280 ca.) provenienti dalla antica Chiesa di San Giovanni
della Fossa concesse in deposito dalla Curia
Vescovile di Reggio Emilia e Guastalla; - Il
prezioso arazzo di Alfonso I Gonzaga rappresentante Giasone e Medea sul vascello
degli
Argonauti (datato 1554); - Il ciclo di
affreschi (datato 1560 c.a.) di Lelio Orsi provenienti dal Casino di Sopra e in
deposito dalla Galleria Estense
di Modena; - L'"Annunciazione" dipinto su
tavola di Lelio Orsi della metà del Cinquecento; - Due
disegni di Lelio Orsi; - Due alberi
genealogici dei Gonzaga e alcuni ritratti di personaggi della famiglia; - Mappa
seicentesca del territorio; - Quadri provenienti
dalla chiesa di S. Anna e dal Convento dei Cappuccini di Novellara; - Ritratti di
personaggi novellaresi (dal XVII al XIX sec.) e Ritratto di dama di A. Muraton, donato - La
collezione di vasi della antica Spezieria dei Gesuiti, una delle collezioni di
vasi da farmacia più importanti d’Europa. - Una serie
di vetri antichi e un antico cassone (XIV sec.) donati dalla Prof. Mariarosa
Villani; |
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I MATERIALI E LE RACCOLTE
Gli affreschi romanico-bizantini I grandi frammenti di affreschi
romanico-bizantini, di proprietà della Curia Vescovile di Reggio Emilia e
Guastalla, in deposito temporaneo presso il Museo, provengono dalla Chiesa di
San Giovanni della Fossa. Sono datati 1280 e rappresentano gli Apostoli
sottostanti a Cristo, del quale non rimane che l'immagine del piede. Nel
particolare meglio conservato si individuano chiaramente i tre Apostoli che
conversano tra loro. Pur se frammentaria, l'opera rappresenta un importante
riferimento per lo studio della pittura romanica emiliana.
L' arazzo di Alfonso I
Gli affreschi del Casino di Sopra Furono strappati dalla loro sede originaria nel 1845
dal restauratore centese Giovanni Rizzoli. Dopo molte vicissitudini giunsero a
Zurigo nel 1937 dove nel 1973 li acquisto` lo Stato italiano che li diede in
consegna alla Soprintendenza di Modena e Reggio. Da allora sono affidati al
Museo di Novellara.
L' Annunciazione
I ritratti dei Gonzaga di Novellara
La quadreria
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vasi della farmacia |
La raccolta
dei vasi da farmacia del Museo è fra le più ricche e preziose esistenti in
Europa.
Si tratta
per la maggior parte di pezzi provenienti dall'antica spezieria del Convento
dei Gesuiti di Novellara, attiva già pochi anni dopo la fondazione del convento
(1571). Una parte cospicua degli
albarelli, delle brocche e dei boccioni, ornati con il vivacissimo gusto
coloristico veneziano, è della fine del Cinquecento. Ogni vaso è contrassegnato
dallo stemma dei Gesuiti e nel cartiglio sottostante è indicata la sostanze
contenuta, in italiano o in latino. In quantità notevole sono presenti anche
albarelli, brocche e boccioni di ceramica "ingobbiata", prodotte in
un centro minore, probabilmente a Sassuolo, nella prima metà del Settecento. La
serie dei grandi vasi, la più preziosa, con raffigurazioni di carattere sacro o
mitologico è riferibile invece all'ambiente artistico lodigiano della metà del
Settecento. Della raccolta fanno parte anche le bottiglie veneziane
settecentesche di vetro soffiato, incise e dipinte con smalti policromi e i
numerosi vasetti in vetro esposti.
