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Riconoscimento cittadinanza per discendenza ceppo di origine italiana

I nostri concittadini nati all'estero, i cui avi  cittadini italiani emigrati in un paese straniero, non si sono mai naturalizzati stranieri e per i quali non è intervenuta alcuna interruzione nel ramo discendente, possono chiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana "jure sanguinis" nel modo seguente:

istanza dell'interessato da presentarsi al Consolato italiano di competenza, se residente all'estero; o all'Ufficio di Stato Civile del Comune di iscrizione anagrafica, se residente in Italia.

Questa eventualità si è ancor più estesa per gli appartenenti a famiglie d'antica origine italiana nati dopo il 1° gennaio 1948 in quanto, a partire da tale data, debbono essere considerati, cittadini italiani anche i figli nati da madre in possesso della cittadinanza italiana all'epoca della loro nascita ovvero riconosciuti dalla madre o la cui maternità sia stata giudizialmente dichiarata (sentenza n.30 - 9 febbraio 1983 Corte Costituzionale).

Ne consegue che pure i discendenti di nostra emigrante o di figlia di nostro emigrante sono da reputarsi cittadini italiani iure sanguinis in derivazione materna purché nati dopo il 1° gennaio 1948, data d'entrata in vigore della Costituzione repubblicana.

Cos'è:
E' il riconoscimento del possesso ininterrotto della cittadinanza italiana.
In pratica il soggetto è sempre stato italiano in quanto già al momento della nascita si è trasmessa a lui la cittadinanza italiana di un genitore, e questo possesso della cittadinanza italiana non è mai venuto a meno.
Il figlio minorenne di chi è stato riconosciuto italiano è cittadino italiano per nascita.

A chi si rivolge

Ai discendenti di cittadini italiani emigrati all'estero (paesi di maggiore emigrazione: America Latina, Australia, ecc....)
che dimostrino con idonea documentazione (vedi circolare K28.1 al punto B) che non è mai stata interrotta la discendenza italiana.

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Come si fa

Modalità di Attivazione:
A domanda

Come si richiede:
Con apposita istanza redatta su carta legale indirizzata al Sindaco del Comune italiano di residenza, ovvero al Console italiano nell'ambito della cui circoscrizione consolare risieda l'istante straniero.

Dove rivolgersi

All'ufficio dello stato civile del comune di residenza o al Consolato italiano all'estero di appartenenza

Cosa serve

I documenti da presentare, come da circolare K28.1 dell'8 aprile 1991 al punto B, sono:

1. estratto dell’atto di nascita dell’avo italiano emigrato all’estero rilasciato dal Comune italiano ove egli nacque;

2. atti di nascita, muniti di traduzione ufficiale italiana, di tutti i suoi discendenti in linea retta, compreso quello della persona rivendicante il possesso della cittadinanza italiana;

3. atto di matrimonio dell’avo italiano emigrato all’estero, munito di traduzione ufficiale italiana se formato all’estero;

4. atti di matrimonio dei suoi discendenti, in linea retta, compreso quello dei genitori della persona rivendicante il possesso della cittadinanza italiana;

5. certificato rilasciato dalle competenti Autorità dello Stato estero di emigrazione, munito di traduzione ufficiale in lingua italiana, attestante che l’avo italiano a suo tempo emigrato dall’Italia non acquistò la cittadinanza dello Stato estero di emigrazione anteriormente alla nascita dell’ascendente dell’interessato;

6. certificato rilasciato dalla competente Autorità consolare italiana attestante che né gli ascendenti in linea diretta né la persona rivendicante il possesso della cittadinanza italiana vi abbiano mai rinunciato ai termini dell’art. 7 della legge 13 giugno 1912, n. 555;

7. certificato di residenza.

Documenti da presentare:
Tutti gli atti di stato civile (elencati nella circolare K.28.1) in regola con le disposizioni in materia di imposta di bollo, che servono a dimostrare che la cittadinanza italiana si sia trasmessa, senza interruzione, dall'avo nato in Italia e poi emigrato fino al richiedente il riconoscimento. Gli atti devono essere debitamente tradotti e legalizzati secondo le convenzioni internazionali ratificate dall'Italia. IMPORTANTE: Qualora gli atti prodotti presentassero delle discordanze nelle generalità degli ascendenti a partire dal dante causa fino al richiedente il riconoscimento della cittadinanza italiana sarà cura dell'istante provvedere alla correzione. Le rettifiche per essere recepite dall'ordinamento italiano devono essere fatte mediante un provvedimento straniero di rettificazione giudiziale o amministrativo purchè rispettino gli artt.64- 65-66 della L. 218/1995. Tali provvedimenti devono essere allegati agli atti di stato civile che presentano l'annotazione di rettifica tradotti e legalizzati nei termini di legge per le opportune verifiche.

Costi e vincoli

Costi

Marca da bollo

Vincoli

Requisiti Richiesti:
1) - Residenza in Italia, se si intende presentare l'istanza all'Ufficio di Stato Civile di un comune italiano. L'interessato deve essere iscritto all'anagrafe della popolazione residente secondo quanto disposto dall'art. 3 del d.P.R.n. 223/1989;
Ai fini dell'iscrizione anagrafica di coloro per i quali intendono avviare in Italia la procedura per il riconoscimento iure sanguinis occorre essere in possesso della regolarità del soggiorno secondo quanto delineato dalle norme vigenti sull'ingresso in Italia. (Circolare n. 28/2002 ; L. 68/2007; Circolari n. 32 e 52/2007) :
Per entrare in modo regolare in Italia è necessario:
a) Il passaporto o altro documento di viaggio
b) il visto d'ingresso che va richiesto all'ambasciata o ai consolati italiani nel Paese d'origine o di residenza stabile del cittadino straniero extracomunitario. L'ingresso in Italia è consentito con visti per soggiorni di breve durata, validi fino a 3 mesi. Ai fini dell'iscrizione anagrafica costituisce titolo utile la Dichiarazione di presenza (se l'istante proviene da Paesi che applicano la Convenzione di Schengen) da presentare entro otto giorni dall'ingresso, al questore della provincia in cui si trova; oppure il Timbro uniforme Shengen (se l'istante proviene da paesi che non applicano la Convenzione di Schengen) apposto sul documento di viaggio al momento del controllo di frontiera.
L'istante puo' richiedere il permesso di soggiorno che consenta di mantenere la sua regolarità nel territorio italiano anche dopo i tre mesi iniziali di soggiorno in Italia per motivi di cittadinanza ai sensi dell'art. 11 comma 1 lett. c) d.P.R. n. 394/1999.
Il cittadino comunitario che richiede l'iscrizione anagrafica per il riconoscimento della cittadinanza italiana al fine dell'individuazione della competenza del comune per i primi 3 mesi può muoversi liberamente salvo il possesso di un documento di identità valido per l'espatrio rilasciato dalle autorità del proprio paese e iscriversi in anagrafe per la pratica di Riconoscimento della cittadinanza italiana senza particolari verifiche; entro 10 giorni successivi decorsi i 3 mesi ai fini dell'iscrizione anagrafica ai sensi del d.lgs 30/2007 deve dimostrare la motivazione del soggiorno (l'attività lavorativa oppure il legame parentale...).

2) La cittadinanza italiana trasmessa dall'avo sino al soggetto che rivolge istanza al fine del suo riconoscimento.

Tempi e scadenze

180 gg

Ulteriori informazioni

Riferimenti legislativi (Normativa):
- Legge n° 555 del 13/06/1912 - Sentenza della Corte Costituzionale n. 30 del 28 gennaio 1983; - Legge 21 aprile 1983 n. 123; - Circolare n° K 28.1 del 08/04/1991 del Ministero dell’Interno - Legge n° 91 del 5/2/1992 (art. 4 comma 2) - D.P.R. n° 572 del 12/10/1993 (art.1, art.3 comma 4) - Circolare del Ministero dell'interno n. 28 del 23 dicembre 2002 - Circolare del Ministero dell'Interno n. 32 del 13 giugno 2007 - Diritto Internazionale Privato L. 218/1955

Rapporti con Enti Esterni:
Questura di Reggio Emilia Consolato competente

Ultimo aggiornamento

30-08-2022 17:08

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